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	<title>AffariPropri.com &#187; imprenditoria femminile</title>
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		<title>Aprire un centro di medicina estetica e di dimagrimento. Settima parte.</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 05:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Nella scorsa puntata abbiamo continuato a parlare dell’investimento per aprire un centro di medicina estetica, abbiamo presentato una lista sintetica delle attrezzature necessarie allo svolgimento delle prestazioni e indicato alcuni link di società di progettazione di centri di medicina estetica. Abbiamo anche indicato una cifra per la spesa del canone di locazione, creando un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Nella<a href="http://affaripropri.com/2011/08/aprire-un-centro-di-medicina-estetica-e-di-dimagrimento-sesta-parte/"> scorsa puntata</a> abbiamo continuato a parlare dell’investimento per aprire un centro di medicina estetica, abbiamo presentato una lista sintetica delle attrezzature necessarie allo svolgimento delle prestazioni e indicato alcuni link di società di progettazione di centri di medicina estetica. Abbiamo anche indicato una cifra per la spesa del canone di locazione, creando un quadro il più possibile completo di tutto gli aspetti concernenti questo tipo di impresa e che completano altre peculiarità indicate nelle scorse puntate: formazione, forma societaria, procedure burocratiche per la costituzione della società. Non ci siamo soffermati su altre definizioni prettamente medico sanitarie, su norme e prescrizioni igieniche, perché già segnalate nel reportage relativo al centro polidiagnostico. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/l12_xdyna_2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12626" title="l12_xdyna_2" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/l12_xdyna_2.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO DI MEDICINA ESTETICA : I MACCHINARI.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">In questo articolo, dunque, vorremmo soddisfare la curiosità di molti che desiderano conoscere i prezzi di vendita delle attrezzature medicali in modo da avere un’ulteriore idea dell’investimento da sostenere. Ci proveremo. Una macchina per la depilazione a luce pulsata, da usare nei centri di medicina estetica, nuova chiaramente, costa 26 mila euro. Per quanto riguarda gli apparecchi a radiofrequenza bisogna sottolineare che ne esistono di diversi tipi. Vengono usati in dermatologia per trattare diverse zone del corpo che presentano rilassamento cutaneo come </span><strong><span style="font-size: large;">viso,</span></strong><span style="font-size: large;"><br />
</span><strong><span style="font-size: large;">collo, doppio mento</span></strong><span style="font-size: large;">, </span><strong><span style="font-size: large;">braccia (per correggere la lassità della zona inferiore)</span></strong><span style="font-size: large;">, </span><strong><span style="font-size: large;">mani (per ridurre la lassità della pelle)</span></strong><span style="font-size: large;">, </span><strong><span style="font-size: large;">glutei (per rassodare), cosce (per la cellulite), ma anche per trattare l’acne del viso e curare la seborrea. A differenza del laser, gli apparecchi a radiofrequenza non lasciano cicatrici e gli effetti del trattamento sono reversibili. Nel </span></strong><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.matteocagnoni.it/dermatologia_chirurgica.php?mod=xdyna_dettaglio&amp;ID=12&amp;__radiofrequenza"><span style="font-size: large;">sito</span></a></span></span><strong><span style="font-size: large;"> di un dermatologo, il Dott. Matteo Cagnoni, a cui abbiamo tratto i dati degli apparecchi a radiofrequenza, si spiegano le caratteristiche di questi prodotti. “</span></strong><span style="font-size: large;"><em>Nei laser ablativi</em></span><span style="font-size: large;"> – si legge nel portale &#8211; </span><span style="font-size: large;"><em>si cerca una temperatura di 80 gradi mentre in radiofrequenza a 6 MHZ sono sufficienti 55-60 gradi.</em></span><span style="font-size: large;"><em>La radiofrequenza in dermatologia estetica è stata inizialmente utilizzata per contrastare il rilassamento cutaneo, per il ringiovanimento del viso e per attenuare le rughe. Successivamente questa metodica è stata estesa anche ad altri distretti cutanei con notevole successo.<br />
Esistono diversi apparecchi a radiofrequenza, mono e bipolari, con modalità di trattamento diverse tra loro ma risultati assolutamente sovrapponibili</em></span><span style="font-size: large;">”. Questa specifica, dunque, vi permetterà di capire se acquistare apparecchi a radiofrequenza monopolari o bipolari. Gli apparecchi bipolari non ragiungono la profondità della pelle, mentre i </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://clamys.it/476-radiofrequenza-estetica.html"><span style="font-size: large;">monopolari</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> penetrano negli strati più profondi del derma. Un apparecchio a radiofrequenza costa circa 17 mila euro. Gli apparecchi laser, invece, si usano per realizzare trattamenti di epilazione, lesioni vascolari  e ringiovanimento cutaneo. Gli apparecchi laser usati per la laserterapia servono anche per trattare la cellulite, per fisioterapia in caso di infiammazioni, dolori articolari e per problemi della pelle. Piccoli apparecchi professionali, che vengono usati anche per i trattamenti a domicilio costano circa 2500 euro. Ma gli apparecchi medicali per laserterapia da usare nei centri di medicina estetica, realizzati secondo le norme di sicurezza in vigore, costano anche </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.shopmania.it/shopping.html?q=+laserterapia"><span style="font-size: large;">12 mila</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> euro. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/l12_xdyna_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12627" title="l12_xdyna_1" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/l12_xdyna_1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Per realizzare un buon investimento, nel caso del centro di medicina estetica, bisognerà puntare più alla qualità delle attrezzature che al prezzo. Attrezzature non conformi alle norme di sicurezza possono, infatti, danneggiare i pazienti, portare alla chiusura dell’attività e alla radiazione dall’Ordine dei Medici. I costi delle attrezzature, da quello che abbiamo potuto appurare, si aggirano nell’ordine di parecchie migliaia di euro. Per trovare nel dettaglio tutto quello che serve in un centro di medicina estetica, vi consigliamo di consultare questo link </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.tecnologiemediche.com/?gclid=CJqY4by6gKoCFewJtAodqnVeyw"><span style="font-size: large;">http://www.tecnologiemediche.com/?gclid=CJqY4by6gKoCFewJtAodqnVeyw</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> che elenca esattamente le attrezzature medicali per la medicina estetica. Troverete la descrizione e tutta la documentazione tecnica. Per conoscere i prezzi, selezionate poi la tipologia di apparecchio e cercatela su un sito di questo tipo: </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.doctorshop.it/Catalogo.aspx?IDC=TR-1-03-01"><span style="font-size: large;">www.doctorshop.it/Catalogo.aspx?IDC=TR-1-03-01</span></a></span></span><span style="font-size: large;">, </span></p>
<p><span style="font-size: large;">un portale dedicato alla vendita di dispositivi medici. Si troveranno tutti i prezzi delle varie attrezzature medicali, del vestiario, degli attrezzi chirurgici e per la sterilizzazione. L’investimento in attrezzature medicali, da solo, comprenderà una spesa minima di 50 mila euro a cui aggiungere arredo e tutto il resto. Ecco perché nella scorsa puntata vi abbiamo consigliato di rivolgervi a società di progettazione specializzate. Un’alternativa alla riduzione dei costi, privilegiando sempre i dispositivi medicali di qualità, può essere il noleggio, che permette, pagando un canone periodico, di ammortizzare la spesa. Un’azienda che offre in noleggio attrezzature medicali per centri di medicina estetica è reperibile a questo sito: </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.rentmedicalbeauty.it/"><span style="font-size: large;">www.rentmedicalbeauty.it</span></a></span></span><span style="font-size: large;">.</span></p>
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<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">Rosalba Mancuso</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">Fonte immagini:</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">Matteocagnoni.it</span></p>
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		<title>Aprire un centro di medicina estetica e di dimagrimento. Sesta parte.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 17:00:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Proseguiamo nella trattazione dedicata all’apertura di un centro di medicina estetica concentrandoci sul discorso dell’investimento a cui abbiamo accennato, per ambiti settoriali, nelle scorse puntate. Iniziando con un breve riepilogo, abbiamo visto che nell’investimento economico necessario per aprire un centro di medicina estetica rientrano le spese della formazione e quelle per la costituzione della società. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">Proseguiamo nella trattazione dedicata all’apertura di un centro di medicina estetica concentrandoci sul discorso dell’investimento a cui abbiamo accennato, per ambiti settoriali, nelle scorse puntate. Iniziando con un breve riepilogo, abbiamo visto che nell’investimento economico necessario per aprire un centro di medicina estetica rientrano le spese della formazione e quelle per la costituzione della società. Ma questa è solo la parte iniziale del percorso economico che porta alla creazione dell’attività. Bisognerà investire per trovare i locali, le cui caratteristiche di superficie e localizzazione sono state già viste nella scorsa puntata. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/apparecchiatura2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12584" title="apparecchiatura2" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/apparecchiatura2-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a></p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO DI MEDICINA ESTETIVA : GLI INVESTIMENTI.</span></strong></p>
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<p><span style="font-size: large;">In questo nuovo seguito del nostro reportage, quindi, continueremo a fare un po’ di conti, per capire il reale ammontare della somma necessaria ad aprire un centro che si occupa di medicina estetica. Intanto occorre dire da subito che l’investimento economico in attività di questo tipo è certamente consistente ed elevato, ma non potrebbe essere altrimenti, visto che i potenziali guadagni sono altrettanto alti. Se si vuole ridurre la spesa di start up, bisogna prevedere una restrizione delle prestazioni offerte, ma questa strategia potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio e non soddisfare le richieste della clientela che in fatto di salute e benessere sta diventando sempre più esigente. A una paziente che vuole dimagrire ricorrendo anche a trattamenti di microchirurgia estetica, non si può dire, infatti, che si può solo prescrivere una dieta dimagrante, perché prima o poi cercherà un centro che le offre sia la dieta che l’intervento. L’investimento iniziale, dunque, tolti i costi della formazione e delle procedure burocratiche, comprenderà il canone di locazione o l’acquisto dei locali. I canoni di locazione per locali da adibire a centri medici, sono abbastanza cospicui, anche se naturalmente variano in base all’area in cui sono localizzati. Basti pensare che un locale di 30 metri quadri da adibire a studio medico, a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a>, si affitta a 500 euro mensili. A <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torino">Torino</a>, invece, un locale di 130 metri quadri si affitta a 1500 euro mensili. Considerato che il centro di medicina estetica dovrà almeno avere una superficie di 100 metri quadri, nella migliore delle ipotesi bisognerà quantificare una spesa mensile di 1500 euro. Per abbassare i costi relativi all’immobile è preferibile sceglierne uno già ristrutturato e con le corrette destinazioni d’uso. Se si è fortunati, si possono spendere non più di 1500 euro mensili per dei locali grandi e già sistemati. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/apparecchiatura1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12585" title="apparecchiatura1" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/apparecchiatura1-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO DI MEDICINA ESTETICA . LE ATTREZZATURE</span></strong></p>
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<p><span style="font-size: large;">La seconda parte dell’investimento è composta dalle attrezzature per il lavoro. Per quanto riguarda, nello specifico, il centro di medicina estetica, sono necessari sia prodotti specificamente estetici, come creme per massaggi, limatori per unghie, ma anche chirurgici come bisturi e poi lettini, poltrone, camici, reagenti e attrezzature più complesse per ringiovanimento, liposcultura non invasiva, epilazione permanente, pressoterapia, trattamento dell&#8217;acne. Alcune di queste attrezzature sono comuni sia nei centri estetici che in quelli di medicina omonima. Ma in particolare un centro medico dedicato all’estetica sarà dotato anche di apparecchiature laser per depilazione e cura di cicatrici e macchie cutanee, apparecchi a ultrasuoni per la riduzione del grasso localizzato, macchinari per ossigenoterapia e sostanze come l’acido ialuronico o sistemi di iniezioni con il botulino e filler come il collagene per riempire alcune parti del corpo e migliorare o cancellare alcuni inestetismi, come le rughe. Altre attrezzature, tutta la strumentazione chirurgica per interventi di microchirurgia estetica, come la rinoplastica, miniliposuzione e simili. In sintesi le principali apparecchiature medicali di un centro di medicina estetica saranno: apparecchi per cavitazione ( ultrasuoni), a luce pulsata, a radiofrequenza, laser e a onda acustica. Valutare singolarmente le singole attrezzature da implementare in un centro di medicina estetica sarebbe impossibile, perché vorrebbe dire perdersi in lunghe ed estenuanti ricerche dei fornitori. Per corredare il centro di medicina estetica di tutti gli attrezzi necessari per svolgere il lavoro, è consigliabile rivolgersi ad aziende di progettazione, cioè società specializzate nella definizione dettagliata di determinate tipologie di attività che effettuano un preventivo e si occupano di dotare il centro di tutta la strumentazione necessaria. Il compenso per la progettazione e la fornituta verrà pagato direttamente all’azienda incaricata, senza necessità di singoli contatti con i fornitori. Queste società sono facilmente reperibili sul web, anche se vengono indicizzate come aziende di progettazione di centri estetici e benessere, alcune però sono gestite da medici estetici che possono fornire consulenza mirata, segnaliamo a tal fine due link: </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.aziendainfiera.it/cosmoprof/beautyprogress"><span style="font-size: large;">http://www.aziendainfiera.it/cosmoprof/beautyprogress</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> e </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ameauramediterranea.it/"><span style="font-size: large;">http://www.ameauramediterranea.it/</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> . Segue…</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">Rosalba Mancuso</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">Fonte immagini:</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.tecnologie-mediche.com/"><span style="font-size: large;">www.tecnologie-mediche.com</span></a></span></span></p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Aprire un centro di medicina estetica e di dimagrimento. Quinta parte.</title>
		<link>http://affaripropri.com/2011/08/aprire-un-centro-di-medicina-estetica-e-di-dimagrimento-quinta-parte/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 17:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella scorsa puntata abbiamo esaminato le diverse forme societarie che può assumere un centro di medicina estetica. La disamina ci ha dato un’ulteriore panoramica dell’investimento da effettuare per avviare una struttura di questo tipo. La prima parte dell’investimento, infatti, comprende la formazione, la seconda, il capitale sociale da apportare in base alla forma societaria prescelta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">Nella<a href="http://affaripropri.com/2011/07/aprire-un-centro-di-medicina-estetica-e-di-dimagrimento-quarta-parte/"> scorsa puntata</a> abbiamo esaminato le diverse forme societarie che può assumere un centro di medicina estetica. La disamina ci ha dato un’ulteriore panoramica dell’investimento da effettuare per avviare una struttura di questo tipo. La prima parte dell’investimento, infatti, comprende la formazione, la seconda, il capitale sociale da apportare in base alla forma societaria prescelta. In questo articolo riprendiamo il discorso degli investimenti, soffermandoci, nello specifico, sulla scelta della location. Ma prima di arrivare al punto, dobbiamo aprire una brevissima parentesi che vada a completare il discorso delle incombenze burocratiche che riguardano questo tipo di attività. A conclusione della scorsa puntata avevamo accennato alla cassa pensionistica a cui si devono iscrivere i medici. L’iscrizione per versare i contributi è riservata a determinate categorie di medici che si iscrivono secondo un regolamento approvato dall’</span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.enpam.it/previdenza-regolamenti/regolamento-fondo-specialisti"><span style="font-size: large;">Enpam</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> ( la cassa previdenziale dei medici) in accordo con i contratti collettivi nazionali. Riportiamo in questa sede un estratto del regolamento che potrà servire come utile indicazione per procedere all’iscrizione presso la cassa pensionistica. I medici specialisti esterni, per iscriversi devono seguire quanto disposto dall’articolo 1 del Regolamento del Fondo omonimo che recita testualmente: “</span><span style="font-size: large;"><em>Sono iscritti al Fondo i medici e gli odontoiatri:<br />
a) aventi rapporto professionale con gli Istituti del Servizio Sanitario Nazionale comunque denominati ed operanti nei propri studi professionali;<br />
b) che partecipano alle associazioni fra professionisti ed alle società di persone operanti in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale;<br />
c) indicati, ai sensi dell’art. 1, comma 39, della Legge 23 agosto 2004 n. 243, dalle società professionali mediche ed odontoiatriche, in qualunque forma costituite, e dalle società di capitali operanti in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale.<br />
Possono inoltre essere iscritti al Fondo -previa delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Ente su conforme parere del Comitato Consultivo di cui al successivo art. 15- i medici e gli odontoiatri aventi rapporto professionale con altri Istituti, sempreché gli accordi per la regolamentazione del loro rapporto professionale recepiscano le norme dell’Accordo Collettivo Nazionale di cui al successivo comma. I medici e gli odontoiatri cessati dal rapporto professionale con gli Istituti di cui sopra sono considerati iscritti al Fondo fino al momento della richiesta di uno dei trattamenti previdenziali di cui alle lettere a), b) e c) del successivo art. 6.” . </em></span><span style="font-size: large;">I contributi previdenziali utili a ottenere le prestazioni del Fondo si versano in una misura stabilita dalla legge, decurtando dal fatturato annuo della società, una percentuale stabilita dai</span><span style="font-size: large;">dai  DD.PP.RR. 23 marzo 1988 nn. 119 e 120. Basta cercare sul web queste due leggi per trovare la misura del contributo da versare. </span></p>
<p align="LEFT"><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/chirurgo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12554" title="chirurgo" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/chirurgo-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p align="LEFT"><strong><span style="font-size: large;">DOVE APRIRE UN CENTRO DI MEDICINA ESTETICA </span></strong></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">Esaurita definitivamente la trattazione burocratica passiamo al discorso della location ideale. Un centro di medicina estetica ha l’obiettivo di offrire prestazioni che riguardano il benessere e la bellezza del corpo. Molti centri, infatti, sorgono nei pressi di rinomate località turistiche, oppure all’interno di hotel e centri benessere, dove si assiste a una presenza massiccia di centri estetici, ma non di medicina estetica. Molte prestazioni tra le due tipologie di centro si eguagliano: è il caso dei trattamenti per la depilazione laser del corpo e del viso ad esempio. Ma allora qual è la differenza tra un centro gestito da un’estetista e un centro medico? L’unica differenza sta nella qualifica degli operatori. Nell’esempio appena citato, infatti, l’epilazione laser a luce pulsata viene effettuata dall’estetista, nel centro estetico, dal dermatologo nel centro di medicina estetica. Nel centro di medicina estetica però si abbina anche attività di consulenza specialistica e di microchirurgia, oltre a consulenze per il dimagrimento e prescrizione di diete. Quindi il servizio del centro estetico è puramente estetico, quello del centro di medicina estetica è derivato dall’applicazione di competenze mediche nel campo dell’estetica e del benessere. Diciamo che i competitor di un centro di medicina estetica possono essere centri estetici e altri centri di medicina estetica. </span></p>
<p align="LEFT"><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/chirurgia_estetica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12555" title="chirurgia_estetica" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/08/chirurgia_estetica.jpg" alt="" width="268" height="220" /></a></p>
<p align="LEFT"><strong><span style="font-size: large;">LA LOCATION DI UN CENTRO DI MEDICINA ESTETICA</span></strong></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">La location ideale andrà pertanto individuata presso zone non troppo sature di centri simili, magari in zone molto visitate e con un forte richiamo turistico. Un centro di medicina estetica è adatto anche a sorgere nelle grandi città dove è più concentrata la presenza di persone ad alto reddito che sono più disponibili a spendere per migliorare il proprio corpo e per eliminare alcuni difetti. Difficile trovare centri di medicina estetica, in forma di società di specialisti, nei piccoli centri. Mentre è più frequente nelle città capoluogo che continuano a essere le aree ideali per la location di un centro estetico. Le dimensioni dell’edificio dovranno essere adeguate al numero di prestazioni da effettuare, al numero di medici che le effettueranno, alle dimensioni delle attrezzature presenti. L’ambulatorio dovrà rispettare determinate regole igienico sanitarie a cui avevamo accennato riguardo al centro polidiagnostico, ma che si possono consultare presso le Ausl e i Comuni. Anzi trattandosi di centri che effettuano anche interventi di microchirurgia, le norme igieniche dovranno essere ancora più rigide. La location, dovrà, dunque, prevedere al suo interno, sala d’aspetto, servizi igienici, uffici amministrativi, sala per le consulenze mediche, sale per i trattamenti esterni e sala per gli interventi di microchirurgia. Oltre a stanze adeguatamente idonee allo stoccaggio dei prodotti per effettuare le prestazioni e per lo smaltimento dei rifiuti. Con tutte queste funzioni bisogna prevedere locali con superfici anche superiori ai 100 metri quadri. Continua…</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">Rosalba Mancuso </span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">Fonti immagini:</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">giadenonline.com</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">it.123rf.com</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aprire un centro di medicina estetica e di dimagrimento. Quarta parte.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 15:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Dopo aver trattato in lungo e in largo della formazione necessaria a diventare medico titolato a gestire un centro di medicina estetica, passiamo a parlare degli aspetti strettamente relativi all’avvio dell’attività, con la location ideale le attrezzature e la forma societaria. Iniziamo con l’ultimo aspetto che ci sembra utile, invece, esaminare per primo, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Dopo aver trattato in lungo e in largo della formazione necessaria a diventare medico titolato a gestire un centro di medicina estetica, passiamo a parlare degli aspetti strettamente relativi all’avvio dell’attività, con la location ideale le attrezzature e la forma societaria. Iniziamo con l’ultimo aspetto che ci sembra utile, invece, esaminare per primo, al fine di comprendere la forma giuridica che può essere assunta da un centro simile. La sanità privata, come tutti sanno, ormai si sta orientando verso modelli di impresa e il titolare, oltre a essere un bravo medico dovrà anche proporsi come un abile imprenditore per essere in grado di fornire servizi efficienti e mirati alle esigenze dei pazienti e della clientela. In tale ambito anche la forma giuridica può rivelarsi essenziale per strutturare fin dall’inizio la tipologia del centro che si andrà a creare. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/medicina-estetica2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12469" title="medicina-estetica2" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/medicina-estetica2-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO DI MEDICINA ESTETICA : LA FORMA SOCIETARIA</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">La forma societaria, inoltre, come per qualsiasi altra azienda, permette anche di ricevere specifici finanziamenti per l’avvio dell’impresa. Inoltre, dalla disamina della forma giuridica potremo capire anche l’iter burocratico che porta alla creazione del centro di medicina estetica. Da segnalare che anche i medici estetici possono operare all’interno di uno studio medico. La differenza tra centro medico o ambulatorio specialistico e studio medico è stata affrontata nella seconda parte del reportage dedicato al centro polidiagnostico. Le forme giuridiche di un centro di medicina estetica, invece, vanno di pari passo con le sue dimensioni. Per i centri più piccoli si usa la società in accomandita semplice, per quelli più grandi la società a responsabilità limitata e per quelli con filiali su tutto il territorio nazionale la società per azioni. Quest’ultimo caso è riservato a centri di medicina estetica di dimensioni molto grandi, con diverse filiali e con una struttura organizzativa molto estesa su tutto il territorio nazionale. I grandi centri di medicina estetica contano, spesso, più di 500 dipendenti. La Società in accomandita semplice (Sas) è la struttura societaria preferita da centri di medicina estetica con pochi soci, massimo due, in cui uno è il socio accomandatario e l’altro l’accomandante. La differenza tra questi due soci sta nel fatto che il primo risponde in solido con il patrimonio della società nei debiti verso terzi, mentre il secondo risponde solo nei limiti del capitale conferito. L’accomandatario ha anche il compito di amministrare la società, proprio per la sua maggiore responsabilità all’interno della stessa. La Sas è una società di persone e va costituita con atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio. Entro 30 giorni dalla costituzione, la Sas va iscritta al Registro delle Imprese. Non esiste un capitale sociale minimo da apportare per la costituzione della società. L’investimento, pertanto, sarà legato alla portata degli oneri relativi alle varie componenti patrimoniali necessarie all’interno della struttura. La Società a responsabilità limitata ( Srl) è una società di capitali dotata di personalità giuridica, cioè i soci rispondono per le obbligazioni verso terzi, solo con il patrimonio aziendale. Si tratta di una forma giuridica che offre le maggiori tutele in caso di fallimento, ma è anche una forma che non è molto appetibile in caso di finanziamenti bancari. Certo, in questo caso stiamo parlando di un centro di medicina estetica e generalmente la medicina privata ha dei guadagni superiori rispetto ad altre tipologie di attività, ( ne parleremo nelle prossime puntate) quindi non ci sentiamo di escludere a priori la Srl, dalle simpatie delle banche. Tornando alla costituzione della società, la Srl viene preferita da centri di medicina estetica di medie dimensioni, dove si prevede l’assunzione di dipendenti e la collaborazione di diversi profili inerenti le varie prestazioni sanitarie offerte.</span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/medicina-estetica1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12470" title="medicina-estetica1" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/medicina-estetica1-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;"> La Srl va costituita con atto pubblico, cioè redatto e sottoscritto alla presenza di un notaio. Entro 20 giorni il notaio dovrà registrare l’atto al Registro delle Imprese. Per la costituzione della Srl si richiede un capitale sociale minimo di 10 mila euro. Si prevede anche il versamento di almeno il 25% dei conferimenti in denaro presso una banca e la totalità dei conferimenti dei beni apportati. Nel 2003 alla Srl è stata offerta la possibilità di emettere titoli di debito simili alle obbligazioni per recuperare finanziamenti dai sottoscrittori. Questi debiti, chiaramente, comportano l’obbligo di restituzione da parte della società. Comunque si tratta di un’interessante opportunità per finanziare gli investimenti della struttura che saranno certamente consistenti. La costituzione della Società per azioni ( Spa) avviene sostanzialmente con le stesse modalità della società a responsabilità limitata, solo che il capitale apportato dai soci è formato da quote espresse in azioni. Il capitale sociale minimo da apportate è di 120 mila euro, il 25% di questo deve essere depositato presso una banca. Dal 2003 possono essere costituite società per azioni con un unico socio, dette società per azioni </span></p>
<p><span style="font-size: large;">unipersonali. Questa possibilità è prevista anche per le Srl. Per approfondire gli aspetti giuridici e fiscali delle forme societarie esaminate rimandiamo ai seguenti link di approfondimento:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.amministrazioneaziendale.com/societa-in-accomandita-semplice.php"><span style="font-size: large;">www.amministrazioneaziendale.com/societa-in-accomandita-semplice.php</span></a></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.arcidonna.it/eurodonna/impresa/Societa/Sas.html"><span style="font-size: large;">www.arcidonna.it/eurodonna/impresa/Societa/Sas.html</span></a></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_a_responsabilit%C3%A0_limitata"><span style="font-size: large;">http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_a_responsabilit%C3%A0_limitata</span></a></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_per_azioni"><span style="font-size: large;">http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_per_azioni</span></a></span></span><span style="font-size: large;">. Sotto il profilo fiscale dobbiamo sottolineare che anche per le società che fanno capo a centri di medicina estetica è prevista l’attribuzione del numero di partita Iva, ma trattandosi di medici la parcellazione andrà effettuata come quella già vista nel caso del centro polidiagnostico. Per il versamento dei contributi previdenziali i medici hanno una cassa specifica, si chiama </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.enpam.it/"><span style="font-size: large;">Enpam</span></a></span></span><span style="font-size: large;">: Ente Nazionale di Prevenzione e assistenza Medici e Odontoiatri. Il regolamento dell’Enpam stabilisce chiaramente quali medici possono iscriversi. Ne parleremo meglio la prossima puntata. Seguiteci.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">Rosalba Mancuso</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">Fonti immagini:</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">medicinalive.com</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">simonagallo.it</span></p>
<p align="RIGHT">
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		<title>Aprire un centro di medicina estetica e di dimagrimento. Terza parte.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 11:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella scorsa puntata dedicata al tema dell’apertura di un centro estetico, ci siamo soffermati sulla formazione da conseguire per poter esercitare l’attività, che rappresenta la parte più importante dell’investimento teso a realizzare l’avvio di un’impresa di questo tipo. All’interno del centro estetico si effettuano anche prestazioni specialistiche in medicina nutrizionale e dietologia. Si tratta, talvolta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link { color: rgb(0, 0, 255); } --><span style="font-size: large;">Nella scorsa puntata dedicata al tema dell’apertura di un centro estetico, ci siamo soffermati sulla formazione da conseguire per poter esercitare l’attività, che rappresenta la parte più importante dell’investimento teso a realizzare l’avvio di un’impresa di questo tipo. All’interno del centro estetico si effettuano anche prestazioni specialistiche in medicina nutrizionale e dietologia. Si tratta, talvolta, di consulenze di supporto a specifici trattamenti estetici per la riduzione del giro vita, come piccoli interventi di microchirurgia, finalizzate a consentire un mantenimento stabile del peso corporeo. A volte, invece, queste consulenze  possono essere somministrate come prestazioni slegate dall’intervento estetico e finalizzate solo alla prescrizione di una dieta dimagrante o di uno specifico programma nutrizionale. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/pesarsi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12427" title="pesarsi" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/pesarsi.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO ESTETICO : LO STAFF</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">La formazione dello staff o del singolo medico che si occupa di consulenze mediche dietologiche e nutrizionali, dovrà, per forza di cose, essere specifica per le prestazioni che si andranno ad effettuare. Da questo assunto si evince come le figure di un centro estetico possano anche essere diverse tra loro. La struttura, dunque,  potrà avere una forma societaria precisa che ricomprende tutti i medici, oppure solo alcuni medici titolari che ne assumono altri. Ma prima di passare al profilo societario, vediamo cosa serve per diventare dietologo. Intanto occorre fare una distinzione tra le figure dietista, dietologo e nutrizionista.  Tutte e tre identificano un professionista esperto in Scienze dell’Alimentazione, ma con percorsi professionali differenti. Il dietista è un operatore sanitario che si occupa si consulenza dietologica, alimentare e sanitaria, ma non essendo un medico non può prescrivere farmaci, mentre dietologo e nutrizionista sono talvolta identificati con lo stesso profilo professionale, cioè figure specializzate  in grado di fornire consulenze e consigli, di prescrivere diete e  farmaci. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/dietologo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12428" title="dietologo" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/dietologo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO ESTETICO : LA FORMAZIONE</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Il dietista si forma con una laurea triennale in Dietistica. Il corso teorico pratico prevede il sostenimento di un esame abilitante per l’esercizio della professione. Con la legge 2 Aprile 2001 sulle Classi di  Laurea si prevede  anche per il Dietista il nuovo sistema formativo universitario con l’accesso a due Livelli di lauree: Laurea  di 1° livello che  sostituisce il  Diploma Universitario per la formazione di base corrispondente al Profilo Professionale e   Laurea  di  2° livello che </span><span style="font-size: large;"><em>apre la possibilità di </em></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.alimentiamoci.it/?id=&amp;args=Chi%20siamo"><span style="font-size: large;"><em>approfondimento</em></span></a></span></span><span style="font-size: large;"><em> degli studi  di base verso ambiti di maggiore responsabilità per funzioni dirigenziali e ambiti di carriera universitaria volti alla didattica e alla ricerca.</em></span><span style="font-size: large;"> Per accedere al corso di laurea di primo livello, che è a numero chiuso, si prevede il superamento di un test di ingresso. La prossima prova di ammissione si terrà, l’otto settembre 2011, in tutte le università nazionali</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: large;">.</span></span><span style="font-size: large;"> Il test è costituito da 80 quiz (40 di cultura generale e ragionamento logico, 18 di  biologia, 11 per chimica, e 11 per fisica e matematica)</span><span style="font-size: large;"><em>. Ancora per quest’anno non viene valutato il voto finale del diploma di scuola media superiore, che viene considerato solo in caso di parità di voti sulla prova a quiz.</em></span><span style="font-size: large;"> I laureati in Dietistica possono accedere a specifici master post laurea come Dietistica renale, Management sanitario, Benessere, Alimentazione, Sonno e Medicina termale,  Progettazione, coordinamento e valutazione di interventi per l’educazione alla salute. Per ulteriori informazioni su come accedere a questa professione, si può consultare l’associazione nazionale di riferimento </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andid.it/"><span style="font-size: large;">ANDID</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> ( Associazione Nazionale Diestisti), da cui abbiamo tratto le informazioni sui testi di ammissione ed i master post laurea. Il dietologo è, invece, un medico laureato in Medicina e Chirurgia abilitato alla professione medica che può essere ammesso a frequentare la Scuola di Specializzazione in Dietologia o in Scienza dell’Alimentazione.  Il nutrizionista, invece, è un laureato in possesso di laurea specialistica in Scienze Biologiche, iscritto, dopo aver superato l’Esame di Stato, all’Albo dell’Ordine dei Biologi. Anche il biologo può accedere alla Scuola di specializzazione in Scienze dell’Alimentazione che è attivata presso le facoltà di Medicina. A questa scuola possono, infatti, accedere  laureati nelle seguenti discipline: </span><span style="font-size: large;"><em>Medicina  e Chirurgia (indirizzo di Nutrizione Clinica); </em></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><em>Scienze Biologiche, Farmacia (indirizzo di Nutrizione Applicata); Chimica, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Medicina Veterinaria, Scienze delle Preparazioni alimentari, Scienze e Tecnologie Alimentari (indirizzo tecnologico alimentare), </em></span><span style="font-size: large;">come riportato nel </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://w3.uniroma1.it/scialim/index.php?pag=244"><span style="font-size: large;">sito</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> dell’Università la Sapienza di Roma. Per ulteriori informazioni si può consultare anche l’Associazione Nazionale specialisti in Scienza dell’Alimentazione, </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ansisa.it/template.php?pag=43415"><span style="font-size: large;">ANSISA</span></a></span></span><span style="font-size: large;">.  Nelle prossime puntate forniremo ulteriori informazioni e dettagli per comprendere come creare un centro estetico. Parleremo, infatti,  di investimenti per attrezzature e  location, del profilo societario e altro. Seguiteci.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Rosalba Mancuso</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Fonti immagini:<br />
abussidottorfederico.net</span></p>
<p><span style="font-size: large;">benessereglog.it</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aprire un centro di medicina estetica e di dimagrimento. Seconda parte.</title>
		<link>http://affaripropri.com/2011/07/aprire-un-centro-di-medicina-estetica-e-di-dimagrimento-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 12:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella scorsa puntata abbiamo iniziato a riparlare di un business molto in crescita negli ultimi anni: la medicina ed il benessere. Chiarita la trattazione della disciplina che porta ad avviare un centro polidiagnostico, ci stiamo soffermando su specifici settori di attività. In questo reportage,infatti, abbiamo scelto di parlare di come aprire un centro di medicina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link { color: rgb(0, 0, 255); } --></p>
<p><span style="font-size: large;">Nella <a href="http://affaripropri.com/2011/06/aprire-un-centro-di-medicina-estetica-e-di-dimagrimento-prima-parte/">scorsa puntata </a>abbiamo iniziato a riparlare di un business molto in crescita negli ultimi anni: la medicina ed il benessere. Chiarita la trattazione della disciplina che porta ad avviare un centro polidiagnostico, ci stiamo soffermando su specifici settori di attività. In questo reportage,infatti, abbiamo scelto di parlare di come aprire un centro di medicina estetica e di dimagrimento. Nella <a href="http://affaripropri.com/2011/06/aprire-un-centro-di-medicina-estetica-e-di-dimagrimento-prima-parte/">prima puntata</a> sul tema ci siamo soffertati sulla definizione di centro di medicina estetica, sul mercato, sulla concorrenza e sui servizi che offre. In questo nuovo articolo ci soffermeremo sulla formazione. Documentandoci tramite le risorse web abbiamo visto, inoltre,  che all’interno dei centri estetici  si effettuano, spesso, anche  prestazioni mediche finalizzate al dimagrimento, per cui  successivamente cercheremo di capire anche se si prevedono  percorsi di formazione specifici e differenziati per tipologia di prestazioni.  Le norme per avviare un centro medico in generale, già trattate quando parlavamo del centro polidiagnostico, non obbligano il titolare a possedere i titoli, ma lo obbligano ad assumente obbligatoriamente dei medici che li abbiano,  ad uno di questi spetta il ruolo di direttore sanitario. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/camice-medico.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-12369" title="camice-medico" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/camice-medico.jpeg" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO DI MEDICINA ESTETICA : COME FARE</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Per quanto riguarda i centri di medicina estetica, invece, secondo quanto appreso da fonti universitarie, per la sua gestione si prevedono dei requisiti minimi tra i quali la formazione del medico di medicina estetica comprovata dai relativi titoli Il centro di medicina estetica, deve, dunque, avere al suo interno il personale medico abilitato a gestirlo e ad effettuare le prestazioni. Per operare come medici specialisti in centri di questo tipo, serve, dunque, un’adeguata formazione.  La medicina estetica è una branca della Medicina che però non ha ancora uno specifico percorso di laurea. Di solito ci si forma coma master post universitari e con corsi di specializzazione curati da Scuole di Alta Formazione riconosciute. A tal proposito si possono seguire i Master universitari di secondo livello offerti da alcune università Italiane, tra cui </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.medicinaestetica.uniroma2.it/"><span style="font-size: large;">l’Università Tor Vergata a Roma</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> e </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.plasticaticinensis.it/master/"><span style="font-size: large;">l’Università degli Studi di Pavia</span></a></span></span><span style="font-size: large;">. Questi master hanno durata biennale e richiedono, oltre alla laurea in Medicina e Chirurgia, l’abilitazione alla professione di medico chirurgo e l’iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi.  Quindi, riepilogando, la formazione del medico estetico comprenderà: laurea in medicina, abilitazione e master. Le selezioni vengono fatte tramite graduatoria di merito e per un numero prefissato di partecipanti. Tra le materie di studio:  aspetti generali della Medicina Estetica e tecniche correlate;  utilizzo delle apparecchiature specifiche per la Medicina Estetica;  cura del Corpo; Dermatologia ed infine tirocini e stage presso centri del settore. Per conoscere esattamente i piani di studio ed i moduli didattici dei master si consiglia di consultare i bandi delle relative università. Per ulteriori informazioni e per frequentare ulteriori percorsi di specializzazione si può consultare anche la Società  Internazionale di Medicina Estetica </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lamedicinaestetica.it/Medest/SIME.asp"><span style="font-size: large;">SIME</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> che ha dato vita ad una Scuola quadriennale di formazione in Medicina Estetica riservata a laureati in Medicina e Chirurgia, in collaborazione con la Fondazione Internazionale Fatebenefratelli. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/medici1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12370" title="medici1" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/07/medici1-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO DI MEDICINA ESTETICA : ALTRE INFORMAZIONI</span></strong></p>
<p><span style="font-size: large;">La Sime organizza anche importanti congressi di respiro mondiale che possono essere un’ottima fonte di aggiornamento professionale per i medici che operano in questi centri. Con la Scuola quadriennale, i partecipanti saranno sottoposti ad esami annuali per verificare le conoscenze acquisite. La quota di iscrizione per frequentare questa scuola, per l’anno accademico 2010-2011 è di circa 2000 euro + Iva, oltre a eventuali adeguamenti  che non eccederanno mai il 12%. Il costo è comprensivo anche del materiale didattico on-line. Al termine dei quattro anni viene rilasciato un </span><span style="font-size: large;">Diploma di Formazione in Medicina Estetica. Si tratta di percorsi formativi a numero chiuso, in questa scuola  si prevede un massimo di 75 partecipanti. Le iscrizioni si concludono il 15 giugno di ogni anno. e fino ad esaurimento dei posti. Le domande in esubero saranno rinviate all’anno successivo o accettate in sostituzione di corsisti che rinunciano a partecipare.  Il modulo di iscrizione va scaricato dal sito della scuola che abbiamo linkato poche righe più su ed inviato agli indirizzi e con le modalità indicate nel sito stesso. Per conoscere, invece, i costi dei master universitari e le modalità di iscrizione, si rimanda, come già detto, alla consultazione dei rispettivi bandi. Come si sarà potuto notare la parte più importante dell’investimento per avviare un centro di medicina estetica sta anche nella formazione e nella possibilità di riuscire ad accedere ai corsi di specializzazione non solo post laurea, ma anche post abilitazione medica.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Rosalba Mancuso</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Fonti immagini:</span></p>
<p><span style="font-size: large;">riminibeach.it</span></p>
<p><span style="font-size: large;">ufficioricorsi.com</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aprire un centro di medicina estetica e di dimagrimento. Prima parte.</title>
		<link>http://affaripropri.com/2011/06/aprire-un-centro-di-medicina-estetica-e-di-dimagrimento-prima-parte/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 09:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figoli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link { color: rgb(0, 0, 255); } --></p>
<p><span style="font-size: large;">Dopo esserci occupati di come avviare un centro polidiagnostico, torniamo nuovamente a parlare dello stesso  business, ovvero la salute, differenziando però l’ambito di attività. Il centro polidiagnostico è, infatti, una struttura prettamente medico-sanitaria deputata alla diagnosi e cura di alcune malattie acute o croniche. Quindi comprenderà laboratorio analisi cliniche e microbiologiche, ma anche diagnostica per immagini. Delle differenze terminologiche e giuridiche tra studio medico ed ambulatorio avevamo parlato proprio in occasione delle prime puntate sul tema. In questo nuovo reportage, invece, amplieremo il discorso soffermandoci su un tipo di attività che pur rientrando sempre nel settore medico sanitario, promette ampie opportunità di guadagno, perché oltre alla salute abbraccia anche il benessere e l’estetica: il centro di medicina estetica e per il dimagrimento. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/06/medicinaestetica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12342" title="medicinaestetica" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/06/medicinaestetica-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO DIMAGRIMENTO E PER LA CHIRURGIA ESTETICA</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">I due ambiti di attività possono essere ricompresi all’interno della stessa struttura o far parte di strutture separate. Una differenza sostanziale tra il centro polidiagnostico e quello di medicina estetica, sta nella possibilità di convenzionarsi o meno con le Ausl. La medicina estetica e la chirurgia plastica non sono  a carico del Servizio Sanitario Regionale perché ritenute non fondamentali ai fini del benessere e della salute della persona. Nella maggior parte dei casi si tratta di  lussi, infatti, che, a prima vista, solo pochi potrebbero permettersi. Invece, nella maggioranza dei casi, a fruire dei servizi di medicina estetica sono ormai larghe fasce di popolazione che desiderano a tutti i costi rimanere belle ed in forma.  Un centro di medicina estetica, come dicevamo, può fornire anche prestazioni per il dimagrimento con il supporto di medici dietologi e di nutrizionisti che effettuano diagnosi e visite per la cura di patologie come l’obesità.  A queste prestazioni mirate alla cura dell’obesità, si possono affiancare anche altri branche specialistiche come l’endocrinologia che si occupa della diagnosi e della cura delle malattie del metabolismo e della tiroide. Quando le patologie indicate sono particolarmente gravi, possono essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale o Regionale. Quindi non è escluso che per ampliare il business si possano affiancare al centro di medicina estetica anche prestazioni tipicamente relative ai disturbi della salute in cui poter operare in convenzione con le Ausl. Anche la procedura di convenzione o di accreditamento con le autorità sanitarie è stata descritta nelle puntate del reportage relativo al centro polidagnostico, per cui eviteremo di tornare sull’argomento. In questo articolo, invece, ci soffermeremo sulle potenzialità del mercato e su quali servizi offre esattamente un centro di medicina estetica.  Cominciamo dal mercato. La medicina e, soprattutto la chirurgia estetica, sono un mercato che non conosce crisi. Presso il centro di medicina estetica, però, bisogna considerare che si praticano solo dei piccoli interventi di chirurgia. Per quelli più impegnativi,  che richiedono sedazione  e giorni di degenza, si ricorre alle cliniche private che possono anche essere collegate al centro di medicina estetica dove effettuare la visita per una prima consulenza. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/06/botox_occhi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12343" title="eautician giving an injection" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/06/botox_occhi-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN CENTRO DI CHIRURGIA ESTETICA E DI DIMAGRIMENTO : IL MERCATO </span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Da uno studio de “</span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.laclinique.it/mercato-chirurgia-estetica-italia.html"><span style="font-size: large;">La Clinicque”,</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> centro di chirurgia plastica e medicina estetica è emerso che il 73% degli italiani è disposto a tutto pur di avere una forma perfetta. Ma anche nel resto del mondo sembra esserci lo stesso trend. Addirittura in Polonia, sembra stiano nascendo tanti centri di medicina e chirurgia estetica.  Questo  business, dunque, non conosce confini.  La concorrenza, inoltre, in Italia, non è così diffusa e spietata come in America, ad esempio. La voce centro estetico restituisce  quasi un milione e 900 mila risultati, mentre la chirurgia estetica, appena 840 mila. La voce “centro dimagrimento” solo 553 mila che rispetto ad altri numeri visti in passato per altri settori di impresa, lasciano ulteriori spazi di mercato. Ma cosa fa esattamente un centro di medicina estetica? I servizi basilari offerti da una struttura di questo tipo, sono essenzialmente questi:  trattamenti per il viso come peeling, filler e tossina botulinica;  trattamenti per il corpo, come diete e terapie anticellulite ed infine trattamenti di piccola chirurgia come la liposcultura mini-invasiva  con laser. Per effettuare questi trattamenti bisogna essere medici specializzati. Nella prossima puntata approfondiremo il tema della formazione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Rosalba Mancuso</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Fonti immagini:</span></p>
<p><span style="font-size: large;">dott-russo.it</span></p>
<p><span style="font-size: large;">medinaestetica.blogspot.com</span></p>
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		<title>Avviare un laboratorio artigianale. Quinta parte</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 12:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle precedenti puntate dedicate all’avvio di un laboratorio artigianale ci siamo soffermati sugli aspetti relativi all’investimento per lo start up, sui costi dei materiali, sulla formazione. In questo seguito continueremo a parlare ancora di questa attività, analizzando altri aspetti relativi alla buona riuscita dell’impresa. APRIRE UN LABORATORIO ARTIGIANALE : LA PROMOZIONE Uno degli elementi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link { color: rgb(0, 0, 255); } --><span style="font-size: large;">Nelle precedenti puntate dedicate all’avvio di un laboratorio artigianale ci siamo soffermati sugli aspetti relativi all’investimento per lo start up, sui costi dei materiali,  sulla formazione. In  questo seguito continueremo a parlare ancora di questa attività, analizzando altri aspetti relativi alla buona riuscita dell’impresa. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/01/ovale1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10047" title="ovale1" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/01/ovale1.jpg" alt="" width="134" height="200" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN LABORATORIO ARTIGIANALE : LA PROMOZIONE</span></strong></p>
<p><span style="font-size: large;">Uno degli elementi che sicuramente contribuisce al successo del laboratorio artigianale è la promozione pubblicitaria. Il laboratorio di un artigiano è un’attività che non necessita di grossi investimenti pubblicitari, perché la vera promozione è rappresentata dal passaparola. I laboratori artigianali nascono in centri a forte transito turistico, quindi trovarsi in una via di passaggio è la più importante forma di promozione pubblicitaria che permette di far ritornare i precedenti clienti e di conquistarne di nuovi. Gli unici sforzi che l’artigiano dovrà fare, sono nella sua bravura, nella creatività e nell’offerta di prezzi accessibili. Un’altra forma di pubblicità è rappresentata dalla vendita delle creazioni tramite sito <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web">web</a>, ma quest’aspetto è molto secondario rispetto al fatto di doversi trovare in un’area a forte transito di visitatori. Un sito, con un minimo investimento, permette di vendere on line le proprie creazioni ad appassionati e collezionisti, ma anche di promuoversi presso aziende commerciali che si dedicano alla vendita di oggettistica artigianale. Le vendite dal vivo e quelle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web">web</a>, possono tranquillamente coesistere anche nel caso di un laboratorio artigianale. I maggiori picchi di vendita di un laboratorio siffatto, si registrano nei periodi dell’anno dedicati ai viaggi ed alle vacanze e nei periodi dei matrimoni, ovvero vacanze natalizie, periodi estivi,  ponti di Pasqua, quando il flusso di turisti è più intenso, ma anche il periodo da aprile a settembre in cui si organizzano matrimoni. I clienti di un laboratorio artigianale, comprano gadget e souvenir da portare a casa al ritorno delle vacanze o oggetti per realizzare le bomboniere delle nozze. Nel primo caso una fetta di clienti è costituita da stranieri, nel secondo, anche da clienti locali. Una parte importante del fatturato è legata alla commercializzazione all’ingrosso presso punti vendita di oggettistica per la casa, gioiellerie, negozi di liste nozze. </span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/01/vaso1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10048" title="vaso1" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2011/01/vaso1.jpg" alt="" width="151" height="200" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">PROMUOVERE UN&#8217;ATTIVITÀ ARTIGIANALE : ALTRE FORME </span></strong></p>
<p><span style="font-size: large;">Un modo per incrementare il fatturato e farsi conoscere è anche quello di allestite dei punti vendita mobili, ovvero le bancarelle presenti in fiere e manifestazioni di paese, dove turisti e passanti amano soffermarsi per acquistare bijotteria  e tazzine da caffè in ceramica. La conclusione della vendita è spesso legata alle tariffe, che quando la concorrenza è tanta vanno ritoccate al ribasso ( ma non troppo). Per quanto riguarda l’oggettistica in vetro, le tariffe di vendita vanno da un minimo di 6 ad un massimo di 40 euro. Per quanto concerne, invece, l’oggettistica in  cotto come i vasi, le tariffe vanno da un minimo di 18 euro ( vasi piccoli) ad un massimo di 200 euro per quelli di maggiori dimensioni. Vasi e piatti di dimensioni notevoli, possono costare anche 600  euro. Piatti in ceramica costano, invece, da 40 a 50 euro. Poi ci sono oggettini minuscoli che vengono utilizzati per realizzare bomboniere, si parte da 2 euro e si può arrivare anche a 9 euro a pezzo. Le tariffe sono sempre comprensive di Iva al 20%. Passiamo alle tariffe dei preziosi e della bijotteria. Un anello costa tra 12 e 16 euro, un bracciale da un minimo di 14 ad un massimo di 30 euro. Le collane costano da un minimo di 35 ad un massimo di 120 euro. Un  orologio con bracciale al quarzo o in ametista costa 40 euro. Gli orecchini hanno un prezzo di vendita che oscilla tra 14 e  24 euro. Si tratta di tariffe che permettono di coprire le spese per l’acquisto delle materie prime e di avere un rientro. Il personale di un laboratorio artigianale è spesso rappresentato dal solo titolare che come forma giuridica adotta la ditta individuale. Se alle creazioni si abbina anche la vendita si può assumere un addetto ( commessa o commesso). Molti laboratori offrono opportunità di stage ed apprendistato per giovanissimi interessati ad imparare il mestiere. Quindi i costi di personale non sono una voce onerosa per un laboratorio artigianale, lo restano i contributi della pensione di cui abbiamo parlato in una precedente puntata dedicata a questo settore di impresa.  I laboratori artigianali vengono finanziati con contributi e prestiti agevolati, alcuni vengono erogati, anche a fondo perduto, dalla Comunità Europea. Per verificare la presenza di bandi di agevolazioni nella vostra regione di residenza potete consultare il sito ufficiale della stessa, poiché  molti di questi finanziamenti vengono gestiti proprio dalle Regioni.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Fonte di alcuni  dati:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.marcellinaart.it/index.php?/vmchk/manufatti-in-cotto/vasi/vedi-tutti-i-prodotti.html"><span style="font-size: large;">http://www.marcellinaart.it/index.php?/vmchk/manufatti-in-cotto/vasi/vedi-tutti-i-prodotti.html</span></a></span></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Rosalba Mancuso</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Fonte immagini:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.marcellinaart.it/index.php?/manufatti-in-cotto/vasi/91-vaso-con-uva.html"><span style="font-size: large;">http://www.marcellinaart.it/index.php?/manufatti-in-cotto/vasi/91-vaso-con-uva.html</span></a></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.marcellinaart.it/index.php?/manufatti-in-cotto/vari-in-cotto/185-ovale-cotto.html"><span style="font-size: large;">http://www.marcellinaart.it/index.php?/manufatti-in-cotto/vari-in-cotto/185-ovale-cotto.html</span></a></span></span></p>
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		<title>Avviare un laboratorio artigianale. Quarta parte</title>
		<link>http://affaripropri.com/2010/12/avviare-un-laboratorio-artigianale-quarta-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 08:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esistono molte opportunità formative per chi intende lavorare nel mondo delle imprese e dei laboratori artigianali. Per chi vuole specializzarsi come ceramista e di conseguenza avviare un laboratorio omonimo, la scelta è tra i corsi di formazione offerti dalle Regioni e finanziati dal FSE ( Fondo Sociale Europeo) o i corsi offerti da Accademie e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link { color: rgb(0, 0, 255); } --><span style="font-size: large;">Esistono molte opportunità formative per chi intende lavorare nel mondo delle imprese  e dei laboratori artigianali. Per chi vuole specializzarsi come ceramista e di conseguenza avviare un laboratorio omonimo, la scelta è tra i corsi di formazione offerti dalle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regioni_italiane">Regioni </a>e finanziati dal<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_sociale_europeo"> FSE</a> ( Fondo Sociale Europeo)  o i corsi offerti da Accademie e Scuole Private. Alcune di queste accademie o scuole d’arte funzionano come enti accreditati presso la<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regioni_italiane"> Regione</a> e possono offrire percorsi  di formazione professionale gratuita, grazie ai finanziamenti del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_sociale_europeo">FSE</a>.</span></p>
<p><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2010/12/gianluca-orafo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9833" title="gianluca orafo" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2010/12/gianluca-orafo.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN LABORATORIO DI CERAMICA : I CORSI</span></strong></p>
<p><span style="font-size: large;">Ne è un esempio la scuola d’arte in ceramica “Romano  Ranieri” accreditata presso la <a href="http://www.regione.umbria.it ">Regione Umbria</a>, offre corsi base in foggiatura e decorazione, ma anche corsi avanzati di restauro, foggiatura, pittura, stampi e gessi, oltre a corsi speciali come cristalli su ceramica in  programma da fine settembre fino ad ottobre 2010. Per ulteriori informazioni è possibile consultare questo link: </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.scuoladarteceramica.com/iscrizioni.php"><span style="font-size: large;">http://www.scuoladarteceramica.com/iscrizioni.php</span></a></span></span><span style="font-size: large;">.La formazione in campo artistico ed artigianale, può avvenire anche tramite scuole pubbliche, come gli Istituti Regionali D’Arte, presenti  su tutto il territorio nazionale. Attraverso corsi biennali e triennali si possono acquisire competenze e conoscenze sull’arte della Ceramica, sulla pittura, sul restauro, sulla foggiatura, sul disegno geometrico e sulla lavorazione di altre materie prime. Altri corsi per ceramisti anche nel link della fonte immagini che troverete a fine articolo. </span></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">APRIRE UN LABORATORIO ORAFO : I CORSI </span></strong></p>
<p><span style="font-size: large;">Per chi vuole avviare un laboratorio di gioielleria o laboratorio orafo o anche semplicemente creare bijoux  con le materie prime già viste nelle scorse puntate,  l’offerta formativa è altrettanto ampia. Segnaliamo a tal proposito, la </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.scuolaorafa.com/"><span style="font-size: large;">Scuola Orafa Ambrosiana</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> a<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milano"> Milano</a> che offre corsi amatoriali e professionali, come quelli di Cesello e Sbalzo, Incastonatura, Incisione, Infilatura di collane, corsi di gemmologia e design del gioiello. I corsi sono a pagamento e vanno da un minimo di 200 a un massimo di 2 mila euro. Previsti pagamenti a rate. Esistono corsi di gioielleria che possono costare anche 20 mila euro: </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.scuolaorafa.com/corso-di-oreficeria-e-alta-gioielleria.php"><span style="font-size: large;">http://www.scuolaorafa.com/corso-di-oreficeria-e-alta-gioielleria.php</span></a></span></span><span style="font-size: large;">.  Si tratta di arti antiche e di mestieri che vanno un po’ perdendosi e la cui riscoperta rappresenta un investimento per un reddito nel futuro. Scuole orafe di questo tipo si trovano nelle più belle e famose città d’arte, come<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firenze"> Firenze</a>. Ecco un altro link: </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.perseoschool.it/corsi.html"><span style="font-size: large;">http://www.perseoschool.it/corsi.html</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> , i corsi di questa scuola sono aperti anche ad artigiani e commercianti che nella loro attività di lavoro si trovano a dover maneggiare gemme e gioielli. Questo vuol dire che un valido artigiano, deve abbinare percorsi formativi iniziali e adeguati percorsi di aggiornamento professionale. Per conoscere i prezzi bisogna contattare direttamente la scuola. Altra scuola fiorentina, a questo link </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.artiorafe.it/"><span style="font-size: large;">www.artiorafe.it</span></a></span></span><span style="font-size: large;">, la scuola è risultata vincitrice del bando della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Firenze">provincia di Firenze</a> che finanzia alcuni corsi di formazione professionale. Anche le scuole per imparare  l’affascinante arte orafa possono, infatti, essere finanziate dalle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regioni_italiane">Regioni</a> e dalle  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Province_italiane">Province,</a> tramite il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_sociale_europeo">Fondo Sociale Europeo</a>. E’ anche il caso dell’agenzia formativa “</span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.scuolaorafi.it/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1"><span style="font-size: large;">E. G. Ghirardi”,</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> una scuola di orafi fondata nel 1904, avente sede a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torino">Torin</a>o ed i cui percorsi formativi beneficiano del sostegno della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Torino">provincia torinese</a>. Ai corsi gratuiti destinati a disoccupati  diplomati, si affiancano anche i corsi a pagamento, come tecniche di creazione bijoux etici e sostenibili che possono interessare ed essere particolarmente utili ad aspiranti artigiani che intendono avviare un laboratorio di creazione di bijotteria. Il costo è di  660 euro. I corsi sono offerti sia ad adulti che a ragazzi in  obbligo formativo, cioè di età compresa tra 14 e 15 anni. C’è da dire che è consigliabile intraprendere la formazione in campo artigianale fin dalla più giovane età perché da giovani, è risaputo, si apprende e si memorizza meglio, ed inoltre si ha più tempo a disposizione per rientrare, con l’eventuale attività, dall’investimento effettuato. Un artigiano che apre un laboratorio a 25 anni, può aspettare anche 5 -6 anni prima di entrare a regime ( facendosi magari aiutare dai genitori o da contributi a sostegno dell’artigianato, di cui parleremo), mentre un laboratorio artigianale avviato a 35-40 anni non  può permettersi di aspettare interi lustri per rientrare dalle spese fatte. Questi corsi oltre ad insegnare l’arte orafa e della gioielleria, permettono di apprendere le tecniche di gestione di un’impresa del settore, perché sapere come si fa a conquistare clienti e battere la concorrenza , è indispensabile per la buona riuscita dell’impresa. Consigli utili in tal senso possono essere acquisiti contattando anche le associazioni di categoria. Le associazioni orafi e gioiellieri sono presenti in ambito provinciale ed è probabile che esista anche nella vostra zona di residenza, basta cercare sul <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web">web</a> la dicitura “associazione orafi” e troverete l’elenco delle sedi territoriali a voi più vicine. Stesso discorso anche per le associazioni dei ceramisti, che  per la ceramica industriale fanno parte di </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.confindustriaceramica.it/asso/asso.nsf/home"><span style="font-size: large;">Confindustria.</span></a></span></span><span style="font-size: large;"> Tra le principali associazioni nazionali degli artigiani ricordiamo la </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cna.it/"><span style="font-size: large;">CNA</span></a></span></span><span style="font-size: large;">, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Rosalba Mancuso</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Fonti immagini:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.terraeacqua.net/corsi%20ceramica.htm"><span style="font-size: large;">http://www.terraeacqua.net/corsi%20ceramica.htm</span></a></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilgioiello.biz/artigiano_laboratorio.htm"><span style="font-size: large;">http://www.ilgioiello.biz/artigiano_laboratorio.htm</span></a></span></span></p>
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		<title>Aprire una agenzia di servizi : che attività aprire? Prima parte</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 09:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vendere contratti telefonici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mercato dei servizi in ogni paese industrializzato, è enorme. Parliamo di servizi in genere e quindi di terziario e spesso anche di terziario avanzato. Aprire un agenzia di servizi : i vari settori Quando parliamo di servizi, generalmente facciamo la distinzione in base al cliente/consumatore in : servizi alle persone servizi alle aziende anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">Il mercato dei servizi in ogni paese industrializzato, è enorme.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Parliamo di servizi in genere e quindi di terziario e spesso anche di terziario avanzato.</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Aprire un agenzia di servizi : i vari settori</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Quando parliamo di servizi, generalmente facciamo la distinzione in base al cliente/consumatore in :</span></p>
<p><span style="font-size: large;">servizi alle persone</span></p>
<p><span style="font-size: large;">servizi alle aziende</span></p>
<p><span style="font-size: large;">anche se molti servizi, sono diretti sia ai privati che alle imprese. Quindi è una scelta strategica aziendale che riguarda per lo più la modalità di vendita e gestione del servizio stesso e quindi la sua pacchettizzazione.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ad esempio : i servizi di telefonia ed<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet"> Internet</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Aprire una agenzia per vendere servizi telefonici ed <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adsl">adsl</a>: la ricerca dei clienti</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Si tratta di aziende commerciali che hanno il mandato di vendere servizi di telefonia ed I<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet">nternet</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il compenso che ricevono, è calcolato in base ai contratti chiusi e varia a seconda del tipo di contratto che si cerca di vendere e naturalmente dall&#8217;accordo fatto con il mandatario.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il mandatario, può essere o la società di telecomunicazioni che stipula il contratto direttamente, oppure in molti casi, si tratta di contratti subappaltati ad altre agenzie di vendita.</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><a href="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2010/11/11images.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-7253" title="11images" src="http://affaripropri.com/wp-content/uploads/2010/11/11images.jpeg" alt="" width="222" height="227" /></a><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Vendere servizi di telefonia ed <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adsl">adsl</a> : come fare?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Essendo attività commerciali che hanno come core business la vendita di servizi di telefonia,  sono organizzate per :</span></p>
<p><span style="font-size: large;">contattare ed acquisire nuovi clienti;</span></p>
<p><span style="font-size: large;">gestire ed ampliare il pacchetto clienti posseduto;</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Quindi, occorre essere dotati di un centro chiamate o call center.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Spesso, queste agenzie gestiscono questi servizi di out bounding direttamente all&#8217;interno della propria struttura.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Talvolta o spesso, per una parte delle chiamate, esternizzano questi servizi a dei call center.</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Fare chiamate per la vendita servizi di telefonia : aprire un call center?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Abbiamo sentito alcune agenzie e le soluzioni che vengono adottata per gestite le chiamate in uscita, sono diverse e seguono un&#8217;analisi sui costi e sulle convenienze.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Alcune agenzie, appaltano all&#8217;esterno buona parte o tutto il lavoro di &#8216;produzione&#8217; dei nuovi contratti, trasformando il costo di marketing e acquisizione, in un costo variabile.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Infatti, come abbiamo già ricordato, vengono pagati solo i contratti chiusi o nel caso di telefonate per fissare appuntamenti, vengono pagati solo gli appuntamenti andati a buon fine.</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Fissare appuntamenti al telefono : le contestazioni </strong></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Occorre purtroppo ricordare un&#8217;abitudine diffusa da parte di molti committenti che è quella di contestare il numero reale degli appuntamenti fissati.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Cioè succede che siccome i pagamenti delle fatture dei servizi erogati dai call center, fanno riferimento ad appuntamenti fissati ed avvenuti ( a buon fine quindi), succede che molti clienti approffittino della difficoltà da parte dei call center nel verificare se realmente gli appuntamenti sono avvenuti. Quindi, specie per i piccoli call center, non sono rare le contestazioni di presunti appuntamenti  mai avvenuti.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Continua con la prossima puntata con l&#8217;approfondimento dei servizi venduti dalle varie agenzie.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">fonte immagine :</span></p>
<p>precarinlinea.blogspot.com</p>
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